martedì, aprile 21, 2009

Amor, ch'a nullo amato amar perdona?

martedì, febbraio 10, 2009

"... for there is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about."

... sono quasi sempre d'accordo con Wilde, lo amo per le sue verità (quasi) assolute.
Sparire, essere dimenticati, a volte è peggio di morire, ma pur essendo una morte anche questa, si può anche morire senza rinunciare alla vita.
E quindi, sono morto.

Mi sovviene una citazione, che farò in inglese per restare fedele, che ho sempre amato, legata a tre diversi autori contemporaneamente, che ho sempre amato, e scolpita in una storia che sento molto vicina. Ne capisco tutta l'immensa forza solamente adesso.

"Johnny Smith: It reminds me of a line from 'The Legend of Sleepy Hollow' the last story I read to my class before... the accident. Ichabod Crane disappears... the line goes: "As he was a bachelor, and in nobody's debt, nobody troubled their head about him anymore." 
Sarah Bracknell: Is that what you feel? 
Johnny Smith: Is what I want... what I want." 

"The Dead Zone", di Stephen King, diretto da David Cronenberg, 1983 (cit. da Washington Irving, "The Legend of Sleepy Hollow")

domenica, febbraio 08, 2009

The long winding road


Si torna a casa da una serata con amici. E' un'occasione di percorrere a piedi tre chilometri e mezzo di Frankfurt di notte, in mancanza di altri mezzi di trasporto oltre a quelli forniti di default alla nascita.
Le strade sono solitarie qui, come quelle di qualunque città di notte, ma esiste una velata luce che ricopre ogni cosa... i lampioni, i bagliori dei grattacieli, le luci delle stazioni e delle fermate dei tram.
Le lunghe strade spaziose, che in Italia non esistono, si dipanano lungo la via, srotolandosi nella notte.
E' bello poi vedere che certe cose non cambiano.
Passo vicino a svariate discoteche, e c'è sempre la solita gente disperata che si arrabbatta, cercando di carpire il senso della vita in mezzo ad una bolgia senza dimensione nè forma. E' quasi pittoresco che un manifesto pubblicitario, appeso da quelle parti, ricalchi spudoratamente lo stile grafico di GTA.
Attraversando le ampie piazze di Franfkurt, di notte, si percepisce comunque quel grande respiro che riempie quegli spazi anche di giorno, ma senza il brusio della gente.
Altri locali, altra gente che si arrabatta per cercare di ottenere qualcosa... donne, uomini, alcol, o semplicemente un posto dove spalmare le proprie frustazioni su una superficie più grande, per far finta che siano diminuite, anche se così è più facile scivolarci sopra.
Certe cose non cambiano mai.
Una lunga camminata è un'occasione per mettere alla prova le proprie membra, vessate da lavori d'ufficio, noia e pigrizia, ma anche per riflettere. E riflettere a lungo.
Vengono in mente quelle nottate passate a tornare a casa, dopo essere stato con la persona che si credeva di amare, tra le strade buie di Palermo, verso casa... la lunga via verso casa, che sembrava infinita.
Ed è il momento di riflettere, e di capire.
Capire che certe cose vanno debitamente perdute, per far sì che acquistino un altro valore, anche se quel nuovo valore spesso non ha tutto questo grande valore. Capire che ci sono cose che per una vita abbiamo idolatrato, e che in un solo secondo sono cadute dal cuore. Capire che la volontà e la sua assenza, sono i due più grandi ostacoli e allo stesso tempo, le due più grandi leve che fanno sollevare il mondo. Capire che, per una cosa che si perde, per quanto grande e unica, si può ritrovare qualcosa di altrettanto grande, magari non della stessa natura, ma forse qualcosa di interiore, che si era perduto strada facendo.
Forse, non vale la pena nemmeno pensare che qualcosa si è perduto.
Ecco, che durante l'ultima onda di pensieri, vedo i grattacieli lontani, eppur indicativi, che sono arrivato vicino casa finalmente.
Sono finiti già questi chilometri? Sembravano di più.
Il tempo di prendere le chiavi, di inserirle nella serratura.
E' un click, e si ripensa a tutto quello che è passato.
E' il rumore della porta che si chiude dietro le spalle, che recide il legame con la strada che finora ho percorso.


Colonna sonora delle camminate notturne metropolitane:

Puffy64 - The Last Ninja II Remix

1) The Streets (Loader)
2) The Sewer (Loader)

lunedì, gennaio 19, 2009

Dum da dum da dum...

...e se siete fra quei pochi al mondo che, come me, pensano a quanto sarebbe bello seguire Brandford Marsalis, alla fine di "Englishman in New York" di Sting, per le strade della Grande Mela del 1987, solitario, mentre continua a suonare il suo sax per tutta la notte, meritate tutto il mio infinito rispetto, chiunque voi siate.

(copyright photo: Alexander Kagan)

domenica, gennaio 18, 2009

Frankfurter



"If I have an ambition other than a desire to be a chronic invalid, it would be to meet everybody in the world before I die... and I'm not doing badly."

Come chiusura dell'arco in declino di questo periodo della mia vita, adesso mi trovo sotto le luci di Frankfurt, a fare un lavoro che, incredibilmente, non presenta ancora effetti collaterali devastanti per la mia psiche e il mio fisico. Lasciandosi dietro una vecchia vita, per principio catartico, bisogna sciogliere alcuni nodi, altrimenti quella partenza diventa una fuga, e le fughe, di solito, non portano molto lontano.
Così qualcosa si è chiuso, qualcos'altro, invece, si è aperto. Succede sempre così, anche se non sai mai bene come il tutto avverrà, ed è più o meno una questione d'istinto. Chi vi dice il contrario, purtroppo, è un vile mentitore. La bellezza è insita nella sorpresa, perchè non sai mai cosa si aprirà, anche se, a volte ma non sempre, sai benissimo cosa si chiuderà.
La mia vita da tedesco inizia da questo mese, anche se forse la mia vita da non-italiano è iniziata tanto tempo fa, da determinate verità scoperte da adolescente - e non solo, come si potrebbe erroneamente pensare, dalla sconfitta dell'Italia durante Italia '90, che pure è stata fondamentale nella perdita di fede nel calcio, credo.

Devo dire che ho riflettutto sulla neve. Se il freddo persiste, la neve non è affatto così volubile come la si dipinge solitamente. Riesce a tenere la memoria di un'orma molto a lungo, più di quanto non si creda. Solo se il gelo l'abbandona, la neve fa svanire la sua memoria con esso. Preferisco la neve. Non è come la sabbia, che è in continuo movimento, e non lascia tracce della vita, anche se persiste la condizione che la causa... e forse è proprio il vento che la crea l'artefice della sua scarsa memoria. Preferisco la neve, perchè con lei, e con il freddo, non si può sbagliare, mentre con il resto si può sempre scendere a patti.
Qualcosa, questo, vorrà pur significare.
E' pensando alla neve che chiudo il trittico di riflessioni su me stesso che ho osato riportare in questo spazio da qualche giorno che, pur sembrando tutt'altro, alla fine non è un sfogatoio, ma soltanto un punto di alta gravità nel quale si aggregano i pensieri più pesanti, quelli che non potrebbero essere che letti, perchè impronunciabili e inascoltabili.

Englishman In New York

I don't drink coffee I take tea my dear
I like my toast done on one side
And you can hear it in my accent when I talk
I'm an Englishman in New York

See me walking down Fifth Avenue
A walking cane here at my side
I take it everywhere I walk
I'm an Englishman in New York

I'm an alien I'm a legal alien
I'm an Englishman in New York
I'm an alien I'm a legal alien
I'm an Englishman in New York

If, "Manners maketh man" as someone said
Then he's the hero of the day
It takes a man to suffer ignorance and smile
Be yourself no matter what they say

I'm an alien I'm a legal alien
I'm an Englishman in New York
I'm an alien I'm a legal alien
I'm an Englishman in New York

Modesty, propriety can lead to notoriety
You could end up as the only one
Gentleness, sobriety are rare in this society
At night a candle's brighter than the sun

Takes more than combat gear to make a man
Takes more than a license for a gun
Confront your enemies, avoid them when you can
A gentleman will walk but never run

If, "Manners maketh man" as someone said
Then he's the hero of the day
It takes a man to suffer ignorance and smile
Be yourself no matter what they say

I'm an alien I'm a legal alien
I'm an Englishman in New York
I'm an alien I'm a legal alien
I'm an Englishman in New York