lunedì, agosto 18, 2008

Rivisitazione delle leggi di Murphy


Nota bene: in grassetto sono riportate le leggi di Murphy originali; in corsivo il mio corollario personale.

  • 1. Niente e' facile come sembra, e probabilmente è più difficile di quanto potrebbe sembrarlo se lo sembrasse.
  • 2. Tutto richiede piu' tempo di quanto si pensi, e se si pensa un tempo infinito, allora si è proprio nei guai fino al collo.
  • 3. Se c'e' una possibilita' che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sara' la prima a farlo, e se decide di farlo per ultima... beh, allora sta progettando un sistema che causerà danno ancora maggiore.
  • 4. Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa puo' andare male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelera' un quinto, e visto che l'uomo sa benissimo che i numeri sono infiniti allora forse è meglio smettere di prevedere che le cose vadano male.
  • 5. Lasciate a se stesse, le cose tendono a andare di male in peggio, se invece l'uomo ci mette di suo per riparare, allora è sicuro che andrà tutto pessimamente.
  • 6. Non ci si puo' mettere a far qualcosa senza che qualcos'altro non vada fatto prima, e sicuramente quel qualcosa che andava fatto prima poteva essere fatto meglio (vedi la legge di Iles).
  • 7. Ogni soluzione genera nuovi problemi, e più brillante è la soluzione, peggiori saranno i problemi da essa generati.
  • 8. I cretini sono sempre piu' ingegniosi delle precauzioni che si prendono per impedirgli di nuocere, il chè rende loro intelligenti e cretini quelli che tendono a combatterli. E' un circolo vizioso.
  • 9. Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscira' sempre a scovarla, e se non ci riesce la natura, sicuramente ci riuscirà il nostro partner.
  • 10. Madre Natura e' una puttana, ma noi purtroppo siamo suoi clienti (Leopardi docet).

lunedì, agosto 11, 2008

Agosto, con il bene che... no, non funziona.

"Riportò alla cadenza originale il calendario che il Divo Giulio aveva riformato, ma che era poi stato turbato e confuso per negligenza; e in questo riordino ribattezzò il mese Sestile con il suo cognome, preferendolo a Settembre che era il suo mese natale, poichè in tale mese si erano verificati sia il suo primo consolato sia importanti vittorie."

Svetonio

Forse c'erano veramente delle buone ragioni per dare il nome di Ottaviano Augusto al mese di "sestile", ma, a ben vedere è un mese: torrido, desolante e desolato, vuoto... almeno per chi resta, o per chi è costretto a restare, o per chi la vacanza l'ha purtroppo già fatta. Agosto, non per nient è un mese che fa rima con "arrosto" e "non è a posto". L'unica buona ragione, a dispetto di Svetonio, potrebbe essere che "ferrasestile" avrebbe suonato in un modo pessimo.

Cartoline da Palermo, sosta forzata, un sottofondo di pianoforte e contrabbasso.
La città è un vuoto cerebrale incolmabile, frutto del cortocircuito dei neuroni suoi cittadini che, rimasti in pochi, vagano senza meta, o alcuni una meta ce l'hanno, ma è sempre il mare, un posto che alla fine ti blocca, perchè davanti al mare non puoi più andare avanti, finisce il terreno calpestabile, e non si può più proseguire.
Le strade deserte fanno aumentare la viabilità, i pedoni diventano sempre più distratti, i semafori impietosi sotto il caldo del sole a picco. I servizi scadono, i negozi chiudono, le saracinesce digrignano i loro denti arruginiti di fronte al volto attonito e deluso di chi voleva penetrare i loro segreti. Il lungomare sembra ancora più lungo, così lungo che potrebbe fare il giro dell'isola, insospettabilmente. Sembra ci possa essere aria di felicità, ma è difficile da cogliere, sono guizzi che vengono afferrati da altri, e il contatore dei rimbalzi aumenta di un punto.
Vecchie facce per la città, alcune affrante, perchè questa sembra la stagione della fine degli amori, altre beatamente ignoranti, altre ancora non si aspettano proprio niente.
Agosto è un buon momento per abbandonarsi ai ricordi, per chi ne ha ancora, e per molti altri è un buon momento per farseli, in vacanza, svuotando quel proprio contenitore la cui etichetta dice fieramente "bile", in mare, senza paura di inquinare. Altri lo usano per annaffiare le piante in montagna, altri ancora non riesco ad immaginare dove possano versarlo.
Agosto è un buon momento per ricominciare, come anche per finire.
Penso che la maggior parte delle persone che decidono di farla finita con la propria vita non è che ne abbiano avuto abbastanza d'essa, ma del suo continuo ricominciare da zero. Quando finisce un ciclo e ne inizia un altro le nostre spalle, alleggerite del carico durante la vita precedente, si ritrovano di nuovo arcuate e doloranti, e questo è spesso un peso che non molti riescono a reggere. Ma la vita continua a ricominciare, imperterrita, incapace di comprendere, forse indolente, forse cieca.
Così scorrono davanti ai miei occhi tutte le cose fatte della materia della vita: quando tutto ricomincia, nel bene e soprattutto nel male, bisogna registrare nuovamente il mondo, in ogni sua parte, e nel farlo bisogna capire se registrarlo nuovamente per com'era prima, oppure sovrascriverlo, cambiando il nostro modo di percepire le cose.
Molte cose dovevano essere cambiate, forse, ed è una buona opportunità per non ricadere negli stessi errori di prima, per non rinascere con le medesime malformazioni, per non essere di nuovo così distratti da inciampare e cadere sempre su quella stessa crepa su quello stesso marciapiede mezzo spaccato.
Sì, la vita ricomincia... e qualcuno potrebbe dire "te pareva! In estate sempre le repliche mandano!".
Agosto è il classico mese in cui bisogna pregare che non si rompa niente. Vallo a trovare l'idraulico che ti aggiusta il tubo che minaccia d'allagare la casa, l'elettricista atto ad evitare un cortocircuito di massa nel palazzo, il tecnico per computer che risolva il problema, evitando che tutta l'estate passi senza potersi connettere ad internet. E forse, se si riesce a trovare qualcuno, immediatamente dopo l'enuncianzione da parte sua del totale del conto, si comincierà istantaneamente a rimpiangere di averlo trovato.
Agosto è il mese in cui girare con l'auto in città è allo stesso più facile e pericoloso, in cui si trovano più parcheggi, in cui persino quelli della municipale sembrano intorbitidi dalla cappa di caldo (credo sia l'unica nota positiva del mese, questa).
Agosto è il mese peggiore per fare i compleanni, per organizzare qualsiasi cosa, per pensare a ciò che bisogna fare a Settembre.
E, qui veniamo a noi, Agosto è il mese che precede Settembre, e che assume dunque una valenza simile alla domenica nei confronti del lunedì.
Questo è un mese in cui ogni tentativo annuale di instaurare un dialogo con se stessi comincia a funzionare, anche se poi quel se stesso ci dirà che sente troppo caldo per cominciare una discussione filosofica. E' un mese giusto per tirare le somme, che ci verranno poi rilanciante indietro dalle persone che colpiremo; è il momento migliore per fare un bilancio, scoprendo di essere inevitabilmente diventati troppo grassi per tutte le immonde prelibatezze che abbiamo trangugiato durante l'estate; è un periodo ideale per riposarsi, anche se, tra vacanze, progetti arretrati, case da chiudere per il viaggio, macchine stracariche, sci e ombrelloni, quel letto, purtroppo, non lo vedremo che quando saremo troppo doloranti e in stato di semi-incoscienza per godercelo appieno.

In tutto questo, Agosto è per molti il mese della calma, così come per me. Tutto è un immoto vagare di tempo, che scorre lungo l'arco della curva dell'eclittica. L'immobilità e il silenzio, sorella e fratello, calano su tutto, persino sul pescivendolo, azzittendolo - ma non eliminando l'odore del suo pesce spada in via di decomposizione. Smarmittano solamente ogni tanto per strada, e brevi fugaci clacson irritano l'aria, assieme a quelle due o tre parole di stizza che invocano morte e torture miedioevali al prossimo. Il sole riscalda le saracinesche chiuse, facendole diventare radioattive, e rosola gli asfalti lucidi. Nessuno ha nemmeno più la forza di comporre la famosa "colonna sonora dell'estate", e ci vengono risparmiati testi monosillabici e musiche monocorde. C'è solo il solitario canto popolar-partenopeo che a sprazzi emerge dall'autoradio gracchiante di una qualche auto di seconda mano, che sta lì a segnalarci quanto possa essere in realtà bello essere sordi.
Qualcuno vende i "melloni" - attenzione, non i comunissimi "meloni", ma i più portentosi "melloni" - altri vendono le angurie, anche se qui c'è ancora qualche difficoltà nel capire la differenza tra le due specie di frutta.
Le granite pullulano, lo sbracamento è totale, molti musei restano chiusi, le discoteche invece hanno le porte girevoli.
E quindi?
Quindi niente. C'è della bellezza in questo Agosto, che si può trovare solo dopo molte ore di ricerca erudita, c'è della bellezza anche per me, strano a dirsi. C'è della bellezza in tutte le cose, e anche qui. Vivo bene per ora, e quasi mi sento in colpa.
Sento il muratore con la voce da baritono che lavora nell'impalcatura qui a fianco che sta cantando un aria lirica, mentre impasta. Non so cosa questo voglia dire, in chiusura del post, ma non tutto deve avere senso ad Agosto.

sabato, agosto 09, 2008

Spam! wonderful, marvellous Spaaam!

Avete bisogno di un pene più lungo? Ecco qui la soluzione: aprite la vostra mail e andate alla cartella "spam", e troverete di che deliziarvi.
Forse non tutti sanno che la parola "spam" deriva dal nome di una carne in scatola inglese, che è la contrazione di "spiced ham". Fu resa famosa da uno sketch dei gloriosi Monty Python, che verteva sull'ossessionante offerta di questa carne da parte di un cameriere di un ristorante, nei confronti di una coppia che voleva ordinare. Era un'amara riflessione sulla guerra, e in particolare sul razionamento militare della Seconda Guerra Mondiale, basato in toto sulla carne spam. In seguito, proprio a causa di quello sketch, divenne il nome delle mail commerciali e truffaldine che, indesiderate, invadono ogni giorno la nostra casella di posta... ricordando che nello sketch i coniugi non volevano quella carne, ma il cameriere continuava ad insistere, fino a far sfociare il tutto in un mega spottone per lo spam, con tanto di canzone demenziale (dalla quale il titolo del mio post).

E' da qualche anno che trovo sommo gaudio nell'esplorare la mia cartella spam: la maggior parte delle persone su questa terra trovano lo spam fastidiosissimo, tanto da combatterlo in ogni modo, con ogni mezzo possibile; io non capisco perchè. Senza lo spam, senza quelle divertentissime perle di saggezza spicciola, la nostra mail sarebbe monocolore come una puntata di Centovetrine senza pubblicità in mezzo.
Aprire la mia mail online e scoprire che sono arrivate addirittura una cinquantina di mail di spam mi riempie di gioia pura. E lì a gettarmi a capofitto in mezzo a questo mondo underground, che ha il suo fascino imperituro, e le sue storie avvincenti.
Il dott. tal dei tali mi propone per l'ennesima volta uno stock di Viagra e Cialis a prezzi stracciati! Ottima idea per fare un bel regalo ad un paio di sfortunati di mia conoscenza. Il casinò online di una città qualunque degli States, infognata nella provincia desertica di un qualche stato privo di civiltà moderna, mi invita ad investire tutto il contante della mia carta di credito in un paio di partite a black jack, sicuro che potrei vincere. Tonnellate e tonnellate di gossip mi ricoprono di soddisfazioni, come sapere che Michael Jackson è in realtà non un nero, non un bianco, ma addirittura un cinese.
Ma ogni mondo ha i suoi eroi, e quello dello spam, lasciatemelo dire, ne ha proprio uno che è un uomo che non ha bisogno di presentazioni: Yusouf Ahmed.
Questo immenso uomo, questo luminare dello spam, questo genio della beneficienza mondiale, pare risiedere a Burkina Faso, e lavora nell'arcinota e ricercatissima Banca di Ougadougu, i cui clienti sono i più distratti al mondo. Infatti, con una media di una volta ogni due giorni circa, uno di loro dimentica sul proprio conto delle cifrette modeste, che vanno dai cinque milioni di dollari ai centoventi. Yusouf, però, aiutato dai suoi più stretti collaboratori, riesce sempre a ritrovare quei soldi che altrimenti sarebbero andati tristemente perduti: con un abile capacità di ricerca, si mette a navigare online, finchè non trova il mio indirizzo di mail e, fidandosi ciecamente di me, sicuramente per la benevola combinazione di vocali e consonanti del mio indirizzo mail, secondo la cabala africana, o lo sciamanesimo burkina fasiano, decide che io sono l'uomo giusto per lui. Vuole usarmi per trasferire questi soldi, non si sa bene dove, nè per quale motivo dovrei farlo io invece che una normalissima banca, o al limite, una carta Postepay. E così mi manda la sua mail, che inizia sempre con uno spettacolare "from the desk of Yusouf Ahmed, Bank of Ougadougu, Burkina Faso". "E' lui!", mi dico ogni volta che ne arriva una.
Già... qualcuno ha dimenticato dieci milioni di dollari nel suo conto, ora deve trasferirli e ha deciso che se lo dovessi aiutare me ne darebbe il 50%. Forse anche il 75%... anche tutta la cifra se faccio il bravo, gli mollo il mio indirizzo, il mio numero di cellulare, i miei estremi e tutto il resto.
Ma come si potrebbe rifiutare una simile offerta, poi dal "desco di Yusouf"? Dove devo firmare?!

No... abbasso ogni programma anti-spam! Non eliminate il mio unico momento felice della giornata!
No, io non potrei mai vivere senza lo spam, senza i miei amici che vogliono vendermi protesi per il pene, viagra, partecipazioni al casinò, le ultime notizie sull'anoressia di questa o quell'altra attrice, ma soprattutto senza di lui... senza Yusouf.
Vi prego, toglietemi tutto, tranne Yusouf.

PP (che sta per post-post) - ogni volta che mi arriverà una mail di spam veramente notevole, la posterò qui, perchè sono dei piccoli capolavori letterari, e il mondo deve conoscerli.



venerdì, agosto 08, 2008

Il cielo sopra Beijing

Non ho mai parlato delle Olimpiadi, nè avevo intenzione di farlo. Semplicemente ci sono determinati argomenti che mi saturano, e saturandomi mi desalinizzano l'encefalo, e lui , molto tranquillamente, smette di funzionare come si deve.
Questa volta però no, ho deciso di affrontare quest'argomento, spinto dall'estasi della cerimonia d'apertura, spettacolare e pregna di grandeur, come si deve.
Ho riflettuto che l'idea di boicottare le Olimpiadi in Cina sarebbe stata un suicidio civile. L'intero paese sta subendo da anni una metamorfosi sociale e politica, dai ritmi lenti e non privi di attriti, tutti generati dal fatto che la Cina è un paese estremamente tradizionalista, dove convivono mille realtà, mille religioni e filosofie, mille modi di essere senza farlo sapere. Il paese si muove verso un capitalismo strutturato politicamente in un sistema di controllo sciovinista e centralizzato, uno strano capitalismo, effettivamente, ma che conserva i suoi tratti salienti. La potenza economica cinese si sta espandendo come non mai, e ogni campo adesso per la Cina è terreno di gioco, laddove prima non ci si pensava neppure. Basti tener presente lo spazio, frontiera fino ad oggi negata ai paesi dell'Asia, che ora va lentamente a diventare una conquista anche per i cinesi.
L'orda occidentale, in un modo o nell'altro, ha inquinato il modus vivendi cinese, che da millenni è sempre stato chiuso nell'ostrica, fin dai tempi del grande Impero Celeste, fin dall'inizio della sua civiltà. Si misurava, un tempo, l'importanza delle nazioni a seconda della distanza dalla Cina antica, e attraverso questo si reputavano più degne o meno degne quelle civiltà che le abitavano. La Cina come centro del mondo, fulcrum di rotazione dell'intero universo.
Oggi sappiamo che non è più così, anche se la potenza si sta trasformando in una superpotenza.
Non dimentichiamoci le atrocità, la mancata osservanza dei diritti umani, tutto ciò di cui la Cina si è macchiata negli ultimi cinquant'anni - quasi per il troppo riscatto nei confronti dell'occidente che ne ha abusato agli inizi del secolo, catalogandola come un terreno di conquista libero.
Non dimentichiamoci le censure, su tutto, anche su internet, cosa incredibile ma vera. Il regime, la rigida gerarchia che governa senza ascoltare le voci di chi non vuole, che comunque sta cambiando, anche se troppo lentamente.
E... soprattutto, come disse qualcuno "tieni a mente Tienammen", indelebile oscura materia che macchia irrimediabilmente la bandiera rossa con cinque stelle, perchè tragedia moderna, vicina a noi, subita da gente come noi, che sarebbe scesa in piazza anche qui da noi. Una tragedia che fu l'anticamera del massacro dei monaci buddisti avvenuto recentemente. Sono la parte oscura e orrenda di un popolo che forse vuole essere aiutato, che vuole che il mondo la cambi, e che ha aperto le sue porte per questa Olimpiade.
Questa Cina sta cambiando, e se vuole essere aiutata noi l'aiuteremo, perchè può capitare che anche i più ferrei regimi possano morire con un gemito, invece che con un boato.

Guardando lo splendore della fulgida fiamma olimpica, i sorrisi degli atleti di tutto il mondo, mi rendo conto di tante cose. -Non viviamo solo per l'Italia, perchè pensare solo a noi è da egoisti, da menti piccole e ristrette... e rifuggo i commenti degli speaker, irritanti, inutili all'atto visivo dello sport e della fratellanza mondiale messo in scena. Io sono un cittadino del mondo, e là in mezzo, tra tutti quei giovani ragazzi sorridenti, che non vogliono far altro che dimostrare il loro valore al mondo, io mi sento a casa.
Basta pensare a tutto il resto... è superfluo, come le parole durante un atto d'amore.
E quando esplodono i fuochi d'artificio, la vera arte cinese dei millenni passati, si riempe il cielo di fragore e di cremisi bagliori punteggiati di verde, di giallo, di blu. E' un frastuono immenso, violento, ma che illumina i cuori... è simile al suono delle bombe, alla forza distruttiva della guerra, della morte; lo è, ma quello spettacolo vince ogni paura, vince ogni forza oscura, ogni guerra e ogni violenza.
E' quello il cielo rosso che tutti vorremmo vedere, sotto al quale frastuono assordante si stagliano i volti speranzosi di mille e mille ragazzi, i cui occhi brillano per quello spettacolo. Là, in mezzo a quelle luci immense, a quella forza dirompente che per una volta non serve a seminare morte ma a festeggiare la vita, si stringe la fratellanza dell'umanità, e per una volta tutto viene dimenticato.
Per un attimo si potrebbe sperare che fosse per sempre.



First we take manhattan...

... then we take Berlin!

Sto meditando di fare follie l'estate prossima... ma non questa, la prossima.
Ho cominciato a realizzare che spesso la volontà delle persone diventa un mezzo attraverso il quale scorrono le cose del mondo. La volontà è il primo degli ostacoli dell'uomo, in ogni campo. Recentemente mi sono accorto di quanto, nel rapporto tra le persone, sia definitivo l'apporto di volontà. La mancanza di volontà, in sé e per sé, è biasimevole, ma la presenza di una volontà opposta a ciò che dovrebbe essere è forse ancora peggiore.
E sforzati pure di aiutare le persone... se loro caricano la loro volontà contro di te e pro-iloroguai, non c'è muro peggiore dove andare a rimodellare la propria faccia.
A questo punto è d'obbligo indossare una faccia perplessa, per poi far scivolare tutto via dalle spalle che si arcuano, in un gesto di piena indifferenza risoluta, un concentrarsi di ogni muscolo del corpo nell'espressione fisica della sillaba "boh!".
La prima frase... già la prima frase. Torniamo all'estate prossima.
E' una vita che sogno di fare in bicicletta il giro del Medioriente, o qualcosa del genere, ripercorrendo la Via della Seta, l'antico itinerario di Alessandro Magno magari. Ora mi rendo conto che al posto di quest'ultima c'è la Via della Mine Antiuomo, e che passare da quella parti non è proprio, come si dice, il massimo della spensieratezza... tra le sterzate per evitare i proiettili, le granate e i missili stinger, c'è di che rovinare la mountain bike.
Però mi piacerebbe farlo... sarebbe bello. Dovrei trovare qualcuno abbastanza folle, ma soprattutto dovrei trovare uno sponsor. Magari una ditta che fabbrica giubbotti antiproiettile.
Ok, forse è meglio tornare all'idea del giro delle capitali europee.
Berlino, Vienna, Bruxelles, Praga... di nuovo Berlino, e per finire Berlino.
Ma perchè l'anno prossimo? Perchè adesso non c'è proprio tempo, o meglio, il tempo c'è ma non è quello giusto. Vorrei aspettare un anno per capire anche se sarà un viaggio da far da solo oppure se ci sarà qualcuno con me... perchè in un anno le cose possono cambiare molto, oppure niente.

Dal basso della mia non valenza narrativa, vorrei raccontare una storia.

Una volpe incontra un'aquila. La volpe, notando l'animale, si rende conto che si trova in un posto molto differente dalla sua natura.
"Cosa ci fai tu qui?" chiede quindi.
"Cosa ci fai tu qui" risponde l'aquila.
"Beh, io ci abito qui."
"Allora scusami. Cercavo uno spirito libero."
"Che significa?"
"Cercavo una creatura che non avesse radici, che fosse libera da ogni cosa conosciuta."
"Ma io sono così! Sono libera, nessuno mi dice cosa fare."
"Non è così... sei schiava delle tue convinzioni, sei legata alla tua terra, sei prigioniera delle tue idee."
"No! Posso dimostrarti che non è così."
"E come?"
"Ti ucciderò, così ti dimostrerò che non sono schiava di alcuna legge."
E la volpe balzò in avanti, azzannando al collo l'aquila, una visione di certo non usuale. Nel morire, l'aquila, che non aveva opposto resistenza, sussurrò dal becco rapace, e la volpe si affrettò a sentire le ultime parole del moribondo.
"Tu non sei libera"
"Sono così libera invece, che ho deciso di ucciderti e l'ho fatto."
"Tu mi hai ucciso, ma non sei libera. "
E la volpe restò lì, immobile, a vederla spirare... e fu disperata, perchè si rese conto che aveva ucciso la sua Libertà.

Sì, sto meditando di fare follie l'estate prossima... ma non questa, la prossima.