"Riportò alla cadenza originale il calendario che il Divo Giulio aveva riformato, ma che era poi stato turbato e confuso per negligenza; e in questo riordino ribattezzò il mese Sestile con il suo cognome, preferendolo a Settembre che era il suo mese natale, poichè in tale mese si erano verificati sia il suo primo consolato sia importanti vittorie."
Svetonio
Forse c'erano veramente delle buone ragioni per dare il nome di Ottaviano Augusto al mese di "sestile", ma, a ben vedere è un mese: torrido, desolante e desolato, vuoto... almeno per chi resta, o per chi è costretto a restare, o per chi la vacanza l'ha purtroppo già fatta. Agosto, non per nient è un mese che fa rima con "arrosto" e "non è a posto". L'unica buona ragione, a dispetto di Svetonio, potrebbe essere che "ferrasestile" avrebbe suonato in un modo pessimo.
Cartoline da Palermo, sosta forzata, un sottofondo di pianoforte e contrabbasso.
La città è un vuoto cerebrale incolmabile, frutto del cortocircuito dei neuroni suoi cittadini che, rimasti in pochi, vagano senza meta, o alcuni una meta ce l'hanno, ma è sempre il mare, un posto che alla fine ti blocca, perchè davanti al mare non puoi più andare avanti, finisce il terreno calpestabile, e non si può più proseguire.
Le strade deserte fanno aumentare la viabilità, i pedoni diventano sempre più distratti, i semafori impietosi sotto il caldo del sole a picco. I servizi scadono, i negozi chiudono, le saracinesce digrignano i loro denti arruginiti di fronte al volto attonito e deluso di chi voleva penetrare i loro segreti. Il lungomare sembra ancora più lungo, così lungo che potrebbe fare il giro dell'isola, insospettabilmente. Sembra ci possa essere aria di felicità, ma è difficile da cogliere, sono guizzi che vengono afferrati da altri, e il contatore dei rimbalzi aumenta di un punto.
Vecchie facce per la città, alcune affrante, perchè questa sembra la stagione della fine degli amori, altre beatamente ignoranti, altre ancora non si aspettano proprio niente.
Agosto è un buon momento per abbandonarsi ai ricordi, per chi ne ha ancora, e per molti altri è un buon momento per farseli, in vacanza, svuotando quel proprio contenitore la cui etichetta dice fieramente "bile", in mare, senza paura di inquinare. Altri lo usano per annaffiare le piante in montagna, altri ancora non riesco ad immaginare dove possano versarlo.
Agosto è un buon momento per ricominciare, come anche per finire.
Penso che la maggior parte delle persone che decidono di farla finita con la propria vita non è che ne abbiano avuto abbastanza d'essa, ma del suo continuo ricominciare da zero. Quando finisce un ciclo e ne inizia un altro le nostre spalle, alleggerite del carico durante la vita precedente, si ritrovano di nuovo arcuate e doloranti, e questo è spesso un peso che non molti riescono a reggere. Ma la vita continua a ricominciare, imperterrita, incapace di comprendere, forse indolente, forse cieca.
Così scorrono davanti ai miei occhi tutte le cose fatte della materia della vita: quando tutto ricomincia, nel bene e soprattutto nel male, bisogna registrare nuovamente il mondo, in ogni sua parte, e nel farlo bisogna capire se registrarlo nuovamente per com'era prima, oppure sovrascriverlo, cambiando il nostro modo di percepire le cose.
Molte cose dovevano essere cambiate, forse, ed è una buona opportunità per non ricadere negli stessi errori di prima, per non rinascere con le medesime malformazioni, per non essere di nuovo così distratti da inciampare e cadere sempre su quella stessa crepa su quello stesso marciapiede mezzo spaccato.
Sì, la vita ricomincia... e qualcuno potrebbe dire
"te pareva! In estate sempre le repliche mandano!".Agosto è il classico mese in cui bisogna pregare che non si rompa niente. Vallo a trovare l'idraulico che ti aggiusta il tubo che minaccia d'allagare la casa, l'elettricista atto ad evitare un cortocircuito di massa nel palazzo, il tecnico per computer che risolva il problema, evitando che tutta l'estate passi senza potersi connettere ad internet. E forse, se si riesce a trovare qualcuno, immediatamente dopo l'enuncianzione da parte sua del totale del conto, si comincierà istantaneamente a rimpiangere di averlo trovato.
Agosto è il mese in cui girare con l'auto in città è allo stesso più facile e pericoloso, in cui si trovano più parcheggi, in cui persino quelli della municipale sembrano intorbitidi dalla cappa di caldo (credo sia l'unica nota positiva del mese, questa).
Agosto è il mese peggiore per fare i compleanni, per organizzare qualsiasi cosa, per pensare a ciò che bisogna fare a Settembre.
E, qui veniamo a noi, Agosto è il mese che precede Settembre, e che assume dunque una valenza simile alla domenica nei confronti del lunedì.
Questo è un mese in cui ogni tentativo annuale di instaurare un dialogo con se stessi comincia a funzionare, anche se poi quel se stesso ci dirà che sente troppo caldo per cominciare una discussione filosofica. E' un mese giusto per tirare le somme, che ci verranno poi rilanciante indietro dalle persone che colpiremo; è il momento migliore per fare un bilancio, scoprendo di essere inevitabilmente diventati troppo grassi per tutte le immonde prelibatezze che abbiamo trangugiato durante l'estate; è un periodo ideale per riposarsi, anche se, tra vacanze, progetti arretrati, case da chiudere per il viaggio, macchine stracariche, sci e ombrelloni, quel letto, purtroppo, non lo vedremo che quando saremo troppo doloranti e in stato di semi-incoscienza per godercelo appieno.
In tutto questo, Agosto è per molti il mese della calma, così come per me. Tutto è un immoto vagare di tempo, che scorre lungo l'arco della curva dell'eclittica. L'immobilità e il silenzio, sorella e fratello, calano su tutto, persino sul pescivendolo, azzittendolo - ma non eliminando l'odore del suo pesce spada in via di decomposizione. Smarmittano solamente ogni tanto per strada, e brevi fugaci clacson irritano l'aria, assieme a quelle due o tre parole di stizza che invocano morte e torture miedioevali al prossimo. Il sole riscalda le saracinesche chiuse, facendole diventare radioattive, e rosola gli asfalti lucidi. Nessuno ha nemmeno più la forza di comporre la famosa "colonna sonora dell'estate", e ci vengono risparmiati testi monosillabici e musiche monocorde. C'è solo il solitario canto popolar-partenopeo che a sprazzi emerge dall'autoradio gracchiante di una qualche auto di seconda mano, che sta lì a segnalarci quanto possa essere in realtà bello essere sordi.
Qualcuno vende i "melloni" - attenzione, non i comunissimi "meloni", ma i più portentosi "me
lloni" - altri vendono le angurie, anche se qui c'è ancora qualche difficoltà nel capire la differenza tra le due specie di frutta.
Le granite pullulano, lo sbracamento è totale, molti musei restano chiusi, le discoteche invece hanno le porte girevoli.
E quindi?
Quindi niente. C'è della bellezza in questo Agosto, che si può trovare solo dopo molte ore di ricerca erudita, c'è della bellezza anche per me, strano a dirsi. C'è della bellezza in tutte le cose, e anche qui. Vivo bene per ora, e quasi mi sento in colpa.
Sento il muratore con la voce da baritono che lavora nell'impalcatura qui a fianco che sta cantando un aria lirica, mentre impasta. Non so cosa questo voglia dire, in chiusura del post, ma non tutto deve avere senso ad Agosto.