
... perchè noi siamo e saremo sempre nati ieri.
Forse è facile criticare i tempi in cui si vivono, perchè il passato è sempre avvolto da quella patina misteriosa e affascinante che il tempo genera semplicemente facendo quello che sa fare, ovvero scorrere continuamente, in avanti. Nessuno ha ancora compreso questo meccanismo incredibile quando normalissimo, la prima cosa che abbiamo capito appena diventati adulti, che esiste la morte, e che ci aspetta alla fine del nostro viaggio nel tempo, e che ciò che è stato non tornerà più.
Malgrado questo, nonostante tutto questo, la memoria è l'unico modo che abbiamo per vincere il tempo, anche se è uno strumento labile e che deve essere continuamente alimentato dall'amore, dalla volontà e dalla voglia di essere, non tanto quella di persistere.
Attraverso la memoria e un pò di critica cosciente, cerchiamo di astrarre la nostra opinione.
Il fatto è che la notte è fatta d'anime vaganti e in pena, che cercano sfogo dopo essere state compresse durante il giorno, dall'ordinaria vita incasellata alla quale gli uffici, gli abitacoli, le pareti e alle volte anche i marcipiedi, ci costringono.
Alle volte viene da pensare a tempi più semplici, quando tutto era quasi del tutto diverso, e il diverso non era quasi del tutto negativo. Quando divertirsi non significava mai del tutto farsi del male, e farsi del male mai del tutto farselo per davvero.
Ricordo, pur essendo relativamente giovane o non del tutto vecchio, tempi in cui la musica era ancora un moto spontaneo dell'anima, o quanto meno non era del tutto il moto (non del tutto) spontaneo di un grafico d'entrate e di uscite. L'amore era innocente, le parole erano innocenti, e noi eravamo innocenti. Forse piaceva illudersi di più, o forse i mezzi di comunicazione non erano così sviluppati per diffondere la pirandelliana e sveviana verità assoluta riguardo l'uomo moderno, la sua tristezza interiore, il suo essere una scintilla sfuggita dal grande fuoco, destinata a spegnersi nel buio dopo aver brillato per un pò.
Essere giovani allora era diverso dall'essere giovani oggi, perchè pur non sapendo nulla non si era comunque nulla.
La mia mancanza di pazienza nell'indagare su questo fenomeno non mi permette di dare una spiegazione logica a tutto questo. So che l'uomo vive quasi del tutto meglio oggi, e che l'arte non è del tutto morta, e che esiste ancora quell'innocenza, che non è (quasi) del tutto perduta. Però è estramemente difficile da trovare, e forse è impossibile, fino a che non ci renderemo conto che siamo nati ieri.
Ed è per questo che mi piace ancora chiedermi chi erano mai questi Beatles.